LA SFINGE

La sfinge

Come una sfinge egizia, il trampolino del mio pensatoio, sovrasta le acque del mio lago.
Ogni giorno sei sempre li, guardia del lago,  con il muso verso il campo dei fiori e sotto i tuoi gradini, migliaia di persone nel tempo, ti hanno osservata nella tua piccola maestosità e con rispetto. 
Salendo e scendendo dai tuoi piccoli gradini la paura di cadere è forte, ma le salde maniglie di un ferro non più lucenti, danno forza e coraggio. 
Il grigio del tuo cemento, scivola perdendosi nelle acque sottostanti che muta di giorno in giorno. Qualunque sia la stagione, i colori che si rispecchiano al tuo cospetto sono davvero tanti, così quanti sono i pensieri che restano sulla panchina del lato destro.
Su quel cemento, ho visto amori e disfatte di baci e lacrime, così come tanti sorrisi e come tante speranze che ti affidano.
Il mio pensatoio è una porta verso il cielo, è una porta che apre i miei pensieri e che dal parafulmine al contrario, vanno verso l’alto per perdersi tra le nuvole o nella notte accesi di colori dalle mille luci dei paesi vicini.

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