Luna nuova

Luna nuova. Archivio 123

E tutte le notti mi ritrovavo sulla riva del mio lago.
Mi piegavo in avanti per prendere quanta piu aria possibile e poi soffiavo nel mio Saxsofono
a piu’ non posso alzando la testa verso l’alto.
Il suono che ne usciva, era un suono acuto, potente, forte, pieno di intensità e rauco.
Era un urlo che la chiamava nella notte, vicino a quella panchina, testimone di sogni e promesse fatte insieme.
Ogni rumore intorno smetteva d’essere.
Solo la mia musica fatta di rabbia, icrespava il manto del lago al punto quasi de segnarne
il contorno di un sentiero diretto verso lei, e ogni volta che riprendevo aria tutto spariva
cercando di coprire i vuoti fatti di ricordi che poi specchiandosi, faceva sparire ilsuo volto
delineando solo il mio volto solitario, in un eco di gelo.
Quando poi ero esausto e senza fiato, gocce calde cadevano su quello specchio di acqua fredda creando onde concentriche, creando un suono diverso ora, una serie di suoni ritmici che parevano lo schiocchio di due dita in musica Jazz, e che davano cadenza a una nuova musica.
Il cuore ne faceva la parte ritmica.
Un mezzo sorriso, mi ridava coraggio nel riprendere le mie cose fatte di speranze e di indelebile ingenuita’, dove la stessa Luna che prima ci guardava insieme, ora mi tiene compagnia in silenzio,come una buona amica piena di segreti.

Ancora un sospiro, mi volto e saluto la mia amica Luna che sempre nel suo silenzio, tornera’ a spledere nelle sue forme, che sapra’ guardare lei e me, divisi da due rive ma sotto lo stesso tetto di stelle in due diverse vite.

Arberto

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